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  • Immagine del redattoreAlessia Luongo

Maestro... ma in merito a cosa?

Anch'io come molti sono una persona che tende a ricercare qualcosa su Netflix da vedere solo per fare rumore sopra ai pensieri e agli impegni del giorno, soprattutto la sera quando per esempio sono impossibilitata da regole condominiali all'esercitazione musicale.


Ecco che giunge in aiuto Netflix e l'immondizia che ho messo come sottofondo in certi momenti (a me che scrollavo Tik Tok) è stata di ogni tipo. Ovviamente con commento tattico di turno quando qualcosa era veramente "troppo".


Dovete sapere che io in realtà ho anche una passione a vedere film: ne ho visti di tutti i tipi scoprendo perle rare che ho sempre piacere a consigliare. Ma amo vedere film belli però. Film di qualità. Che raramente Netlix possiede, MA quando vi sono registi di una certa fama o attori di un certo prestigio, vado in automatico che debba essere aggiornata.

Ebbene, ultimamente Netflix ha condiviso il nuovo film di Cooper Bradley, "Maestro", dedicato alla figura gigantesca del Maestro Leonard Bernstein.


Mi sono addirittura detta "Non posso finire l'anno senza vedere questo film!" ; ho tipo creato un patto tra me e il 2023 di dover assolutamente concluderlo con quella visione.

Mai mi sarei immaginata quello a cui ho assistito.


Un film dozzinale, marginale, approssimativo sulla vita artistica del Maestro Bernstein, viceversa a livello caratteriale e personale interpretato magistralmente da Cooper. Ma seriamente, cosa mi può interessare di mille e più dettagli personali di una coppia che fu di copertura, piuttosto di un direttore d'orchestra che ad oggi viene considerato tra i più grandi, se non il più grande?


Davvero!?


Come se decidessi di girare un film su Virginia Woolf e ovviamente dalla forte personalità drammatica, mi ritrovo a parlare delle sue tendenze autolesioniste e visionarie, ma in particolare mi soffermassi su qualcosa di piccolo che la caratterizza. Ma sapete, non ho fatto neanche l'esempio giusto perché Virginia Woolf ha almeno dimostrato e manifestato per la lotta dei diritti delle donne e per alcuni valori.

Nel film "Maestro", la musica e il personaggio di Bernstein, sembrano l'ennesima scusa per parlare dei sempre e soliti temi.


Ma poi complimenti a tutte le pagine che avevano consigliato il film.

Io che mi sto specializzando in tecniche di orchestrazione e direzione, ho letto caldi commenti favorevoli proprio in merito alla direzione d'orchestra, che dicevano l'attore averlo fatto magistralmente.

(GRAZIE AL CA... ops scusate, mi è caduta la corona. Essendo un attore, quello è il suo lavoro, di far sembrare che lo ha fatto da una vita.)

Al che mi sono detta che sarebbe stato interessante per vedere magari l'analisi di udito e arrangiamenti, di cinetica e ascolto del Maestro. Ma quando?

I pochi, pochissimi momenti in cui Cooper "dirige" sono interpretati in maniera ottima (e anche qui un secondo grazie al ca..), ma anche relegati a sì e no quattro momenti.

Li contavo durante la visione, sì e no quattro momenti in cui si dirige, pochissimi, di brevissima durata.


Il film per il resto è un bella pennellata della vita di una persona che sinceramente sarebbe potuta essere chiunque, non aveva bisogno di essere la storia di Bernstein nello specifico. Ripeto, lui è stato usato come pretesto.

E la musica? GRANDE ASSENTE.

Accennata, sì e no nominata.

Mi è sembrato di assistere alla regia di Renè Ferretti di Boris "0' dimo ma non o' famo".

Ad un certo punto si elencano una serie di opere e grandi tournée eseguite dal direttore... ma dette a una radio, NON VISTE durante il film.

Che senso ha nominare qualche opera, qualche composizione e lasciarla come informazione volante?


Mi è sembrato di vedere un eccellente ritratto di un personaggio, ma che con la musica ha ben poco da fare.

Anche il titolo a questo punto diventa sproporzionato su quello che è... "Maestro"!? Non sarebbe stato meglio un titolo più umile e più adatto alla situazione?


Sono molto amareggiata.

Per fortuna che posso consolarmi con Totò che esegue una splendida rappresentazione e interpretazione del direttore d'orchestra e che nella sua comicità, almeno, coglie a fondo il ruolo importante che rappresenta essere direttore d'orchestra.

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